L’Essenza dei Cani

(Scritto da Veronica G. per il progetto “Donne Divergenti”)

«Non ho mai amato particolarmente i cani.

O meglio, ho sempre pensato fossero bellissimi quelli degli altri, a casa loro, senza peli in giro per casa, senza zampate sul pavimento, senza soprammobili o mobili smangiucchiati. Ho sempre pensato che fosse anche bello portarli in giro, ma in tarda mattinata, o nel pomeriggio, non la mattina presto o la sera tardi, al freddo, sotto la pioggia o nelle sere di inverno.

Ho sempre pensato che l’amore di un cane fosse meraviglioso, ma che fosse meglio quello delle persone.

Ho sempre creduto fossero portatori di sporco. Alla fine vengono lavati una volta ogni tanto, annusano le cose per terra, leccano il pavimento e salgono sul divano nonostante non si facciano il bidet. 

E ne avevo anche un po’ paura. Tutti buoni fino a quando non mordono, ma ti mordono perché hanno un padrone incompetente o perché sentono che hai paura.. si si, certo…tuttavia…

Poi non so cosa sia successo. Ad un certo punto della mia vita ho cominciato a incontrare tantissimi cani e a ritrovarmi a farmi annusare, ad accarezzarli…poi sempre di più…a portarlo fuori, a dargli da mangiare (non il mio, ma è come se lo fosse), a stare addirittura mezza giornata da sola con lui, e, oltre ogni aspettativa, a ritrovarmi disponibile a tenerlo per un intero week-end.

IO. Da sola con un cane…per un intero week-end. Il mondo sta andando a rotoli, sappiatelo.

Questi animali pelosi che girano su quattro zampe, che ti seguono, che abbaiano quando hanno fame, ti mettono la zampa sul braccio quando vogliono essere accarezzati. Ho iniziato a capire il loro linguaggio, a capire quando sono arrabbiati, se hanno gli occhi tristi, se scodinzolano e in che modo, se hanno paura o sono nervosi. Ho capito che quelli più vecchietti hanno proprio gli stessi problemi delle persone anziane (udito ridotto, cataratta, denti che cadono, artrite…); mentre i cuccioli sono come i nostri bimbi: iperattivi, si svegliano presto, mordono tutto perché hanno male ai denti, saltano ovunque e sono incuriositi dal mondo.

E allo stesso tempo, ognuno ha la propria personalità, il proprio aspetto esteriore, le proprie caratteristiche genetiche.

Non mi sono mai veramente fermata a notare certe cose, mi sono quasi sempre limitata a vederne l’aspetto “complicato”: il prendersene cura.

E poi, entri in una casa non tua e, nonostante non sia il tuo cane, lui ti riconosce. Quello più anziano si accorge dopo un po’ che sei entrata, ma appena ti vede si avvicina, comincia a scodinzolare, ti chiama perché vuole essere salutato. Quella giovane, invece, ti salta letteralmente addosso, con le zampe sul petto e leccate sulla faccia.

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Mi è capitato anche di non essere presente, ma che tramite l’odore di una mia maglia, lui mi cercasse per casa convinto che ci fossi.

Ho imparato, col tempo, che quello che riescono a darti non sono le attenzioni “qualunque”, ma sono attenzioni personalizzate. Ti riconoscono, sentono il tuo odore, e sanno chi sei. Non vogliono nulla in cambio, sono semplicemente felici di vederti, felici perché ci sei. È una felicità vera, pura, senza aspettative. Loro ti mostrano i loro sentimenti e le loro emozioni senza paura, senza remore, senza nessun timore.

L’uomo non è più in grado di dimostrare le emozioni in questo modo. Troppa testa e troppa razionalità in ogni situazione. La paura di essere feriti, la paura di stare male, il timore di non essere abbastanza, o il ritenersi troppo per potersi permettere di lasciarsi andare. Sempre attenti, sempre concentrati, in una sorta di prigione per le emozioni, perché continuiamo a soffermarci sul superfluo, e poco sull’essenza.

Forse in passato non ero pronta a vedere certe cose. Ecco perché solo da un paio d’anni a questa parte mi sono ritrovata ad avere contatti con diversi cani, a vederne i comportamenti e ad apprezzarne il loro modus, soffermandomi su quelle code che si muovono, sul loro saltarti addosso e sulle leccate sbavanti che vengono date.

Credo che ci sia un tempo per ogni cosa, e che quello che ci succede non accade per caso, ma che sia frutto di un certo tipo di maturità che si acquisisce col tempo, con il crescere e con l’evolversi della propria vita.

Questo, forse, è il mio momento.»

di Veronica G. (con Gina & Ronnie)

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