VIAGGIARE LONTANO CON UN BAMBINO: SI PUO’

(Scritto da Valeria C., per il progetto “Donne Divergenti”) «Ho sempre avuto paura quando Leonardo era piccolo, di qualunque cosa.
Sono da sempre stata una persona apprensiva, grazie a mia madre, ma dopo la nascita di mio figlio, 9 anni fa, la cosa si è accentuata a dismisura; paura per ogni cosa, angoscia per un colpo di tosse e via dicendo, man mano che cresceva.
Ma, da gran viaggiatrice, mi sono resa conto piano piano che non potevo metterlo sotto una campana di vetro chiamata casa, che dovevo dare anche a lui la possibilità di vedere il mondo, come era stata data a me alla sua età dai miei genitori.
Poco alla volta, anno dopo anno, prima in Italia e poi all’estero, ci si spingeva un pò più in là: Liguria, Emilia Romagna, Campania. Quando aveva due anni e mezzo siamo andati a trovare il nonno in Albania, dove vive, e a 5 anni dallo zio in Svezia.
Leonardo compie gli anni a Marzo e a Gennaio ho iniziato a sondare il terreno su cosa desiderasse come regalo. La risposta è spiazzante: “Mamma voglio andare alla Central Station di New York”. Si, è un ragazzino dalle idee chiare mio figlio.
Ok, calma! Infondo non sono mai stata negli stati Uniti, quindi potrebbe essere una buona occasione, ma come si fa un viaggio così lontano con un figlio di soli 7 anni e con un bagaglio ansioso come il mio? Ne parlo con il papà che, entusiasta, perchè anche lui non c’è mai stato, partirebbe anche il giorno dopo, ma si sa, quella da convincere sono io.


Decido di andare in agenzia, per poter organizzare tutto al meglio, infondo c’è ancora abbastanza tempo perchè possiamo muoverci solo d’estate e siamo in pieno inverno. Varcata la soglia vengo letteralmente sopraffatta dalle immagini sulle copertine dei depliant e nel giro di una settimana avevo organizzato e prenotato 3 settimane in America, tra New York, Boston e Maine. Macchina prenotata, voli, alberghi e documenti pronti.
Ho cambiato idea mille volte, pensato di cancellare tutto o fingere un malore. Pensavo a cosa avrei fatto se fosse successo qualcosa di imprevisto in un continente straniero, lontani da tutti? E invece no, tutto è andato bene.
Siamo partiti ed è stato il viaggio più bello della mia vita! Ho sempre sottovalutato le capacità di resistenza di Leonardo, ho sempre pensato a proteggerlo quando in realtà si è dimostrato un cittadino del mondo, molto più di me.
La prima mattina a New York, dopo l’infinito volo intercontinentale, alle 4:50 del mattino eravamo già svegli per via del jet-lag. Ero preoccupatissima per gli orari sballati, vado a prepararmi e dopo circa 30 minuti trovo Leonardo pronto, già vestito e con la mappa della città tra le mani. Noto che ha segnato sulla mappa, con una matita, il percorso che dal nostro albergo ci avrebbe portati alla Grand Central Station e mi dice: “E’ l’ora del mio regalo mamma! Andiamo, è tardi!”
Il mio piccolo grande ometto di 7 anni mi ha stupita ed emozionata durante questo viaggio negli States. Ricordo quando, dopo 16 km di cammino in giro tra la Statua della Libertà e Ground Zero, in una lunga passeggiata a Central Park si è voluto fermare sul prato per segnare con una X tutte le cose che avevamo già visto e cerchiare quelle che ancora mancavano.
O quando è entrato con me da Starbucks a Boston perchè voleva ordinare lui la colazione, dicendomi: “Così provo a parlare in inglese”. E ancora quando a Portland voleva vedere l’oceano, e dopo aver chiesto una mappa della zona alla receptionist, ha trovato un parco naturale vicino ad una spiaggia, per passare un giorno a contatto con la natura, per stare a piedi scalzi e correre sulla spiaggia!
Credetemi, viaggiare lontani con un figlio piccolo si può fare e vi assicuro che, passato il momento iniziale di ansia e apprensione, una volta che cominci poi non smetti più!
Le emozioni di passeggiare con lui a Central Park mano nella mano; visitare Harvard e bere un caffè esplorando il campus; perdersi nei boschi e sulle spiagge del Maine, mangiando pane con aragosta e bacon come se piovesse e poter immortalare tutto questo: è la cosa più bella che esista!!!
Spero che presto si possa tornare a viaggiare! Quello che avevavo in programma quest’anno purtroppo è saltato, o meglio rinviato, perchè dolce Nessie, noi ti verremo a trovare presto!»

di Valeria C (e il piccolo Leonardo)

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