VIAGGIARE LONTANO CON UN BAMBINO: SI PUO’

(Scritto da Valeria C., per il progetto “Donne Divergenti”) «Ho sempre avuto paura quando Leonardo era piccolo, di qualunque cosa.
Sono da sempre stata una persona apprensiva, grazie a mia madre, ma dopo la nascita di mio figlio, 9 anni fa, la cosa si è accentuata a dismisura; paura per ogni cosa, angoscia per un colpo di tosse e via dicendo, man mano che cresceva.
Ma, da gran viaggiatrice, mi sono resa conto piano piano che non potevo metterlo sotto una campana di vetro chiamata casa, che dovevo dare anche a lui la possibilità di vedere il mondo, come era stata data a me alla sua età dai miei genitori.
Poco alla volta, anno dopo anno, prima in Italia e poi all’estero, ci si spingeva un pò più in là:..

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BUEN CAMINO!

(Scritto da Irene P. per il progetto “Donne Divergenti) «Oggi se sono quella che sono lo devo ad un’esperienza che mi ha trasformata, vi parlo di qualcosa che mi è molto a cuore, un viaggio che mi ha segnato l’anima…Il Cammino di Santiago!
Chi mi conosce pensava che dopo un giorno sarei tornata indietro, io, “fighetta” sempre truccata e con il rossetto in borsa, non avrei potuto resistere un solo giorno in mezzo a quei boschi, a fare pipì dietro gli alberi! Ho riempito lo zaino e l’ho nascosto in valigia. Si, avete letto bene: HO NASCOSTO LO ZAINO IN VALIGIA! Perchè ho deciso di non dire nulla di questa mia avventura, perchè l’unica domanda che mi veniva fatta era: “Ma che si fa? Si cammina e basta? Ma io pensavo a quella conchiglia, pensavo a quella via battuta da milioni di persone e con milioni di storie da raccontare…

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TESTA E CUORE ALLA TAVOLA ROTONDA

(Scritto da Monica L. per il progetto “Donne Divergenti”)«…Questo paese* parla troppo forte perché io debba sussurrare di una così piccola realtà. Questo piccolo paese dove non c’è nulla ma nel quale trovi tutto, dove il silenzio è rotto dai campanelli delle biciclette. Dove gli anziani li vedi seduti fuori a guardare chi passa. Dove non ci sono grandi negozi, ma calzolai, sarte, pittori, e per le strade incontri musei. Dove gli spettacoli servono per far riempire le immense piazze semivuote. Dove bere nei bar per lunghe ore è sinonimo di socializzare (chi passa e non si ferma non è un amico). Dove i cani ed i bambini li trovi a correre per strada. Qui, in questa splendida palude tramutata…

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MAL D’AFRICA IN VALIGIA

(Scritto da Denise F. per il progetto “Donne divergenti”)«Sono partita senza essere bene a conoscenza di ciò che mi aspettava, un po’ per sana incoscienza, un po’ per spirito di avventura, perché preferisco essere colpita dalla realtà che dai racconti di qualcun altro. Intanto mi batto la spalla da sola perché sono partita per 20 giorni con un solo bagaglio quasi a mano! Sfido la maggior parte delle donne italiane a fare altrettanto! Mi stimo e m’incoraggio! “Tappine” e costume! Durante i vari scali osservavo orde di italiani medi, riconoscibilissimi dalla quantità di enormi bagagli inutili al seguito. Spero solo avessero qualcosa da lasciare in questa meravigliosa terra…

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FIGLI, SCUOLA, LAVORO E COVID19

(Scritto da Katia D., per il progetto “Donne divergenti”) «Sono mamma di tre piccole pesti che, ahimé, “abbandono” per andare a lavoro. Noi mamme-lavoratrici giudicate dalle altre a scuola perché poco presenti e che andiamo in confusione se a scuola c’è un giorno di vacanza non previsto, mentre per le altre mamme “normali” è bellissimo, così non escono neppure da casa. Ma sapete cosa vi dico? Chissenefrega! Il lavoro per me è sempre stato un punto fermo, una cosa solo mia, che mi gratifica personalmente e psicologicamente, che mi aiuta a livello economico, ma soprattutto è un modo per tenersi sempre svegli e attivi nel mondo degli adulti, sopratutto per una mamma, che ha a che fare costantemente con merendine, bambole, lego, cartoni animati e canzoncine varie. Al mattino ci sia alza, doccia, trucco, ci si veste e via. Ho sempre vissuto a pieno la mia vita e quando ho deciso di sposarmi l’ho fatto perché…

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IL MIO PRIMO VIAGGIO DA SOLA: SANTO DOMINGO 2014

Quando ho deciso di intraprendere la mia nuova avventura di viaggiatrice solitaria non ho scelto una meta a portata di mano, una da raggiungere in breve tempo, e allo stesso modo poter tornare facilmente indietro se qualcosa fosse andata male. No! Ho scelto Santo Domingo, con 12 ore di volo e fuori raggio. Il periodo in cui ho prenotato questo viaggio era un periodo sereno, ero single da un anno, avevo avuto tutto il tempo per metabolizzare serenamente il “nuovo status”, che dopo tanti anni anni di relazione porta inevitabilmente dei cambiamenti grandissimi, e uno di questo volevo fosse proprio: Viaggiare, Viaggiare, Viaggiare…

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